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Nel pensiero della biogestalt si
ravvisa l’importanza dell’interferenza dei problemi psichici
nell’ambito del mantenimento della salute; ogni “disagio di vita” è
imputabile ad un problema psichico, ad una incongruenza mentale:
piccoli problemi generano minimi disagi, grandi problemi massimi
disagi.
La forza dell’operatore consiste nella certezza che in ogni
individuo è presente l’embrione di una creatura per natura sana,
completa ed armonica; si tratta di rintracciare tale potenziale
apparentemente inesistente perché sommerso e confuso dai problemi
psichici.
Da parte sua il terapeuta può centrare sull’elemento principale
ch’egli possiede e che deve utilizzare nell’iter terapeutico:
l’amore per il paziente. Tra curatore e curato si infondono elementi
tali da proporre una specie di “nozze alchemiche” attraverso
le quali chi cura si sana e cresce con il curato.
Nel nostro caso possiamo dire che il
naturopata diviene il compagno di viaggio del curato in uno scenario
che prospetta ai due un vissuto pregno di agire al presente, ovvero
in un atto sincronico nel quale ogni decisione è il frutto di
contemporanee prese di coscienza. Se tale processo si instaura,
allora è certo che chi viene seguito dal naturopata non può che
accettare ogni suggerimento, siccome è come se anch’egli l’avesse
proposto.


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