| |
|
Si tratta di una terapia
innovativa per l’ansia, lo stress e i disturbi d’origine
traumatica,messa a punto dalla psicologa americana nel suo documento
risalente al 1989.
Nota con
l’acronimo della sua denominazione inglese (Eye Movement
Desensitization and Reprocessing), questa procedura clinica,basata
sull’attivazione dei movimenti oculari durante le sedute, si
è rivelata straordinariamente efficace nell’intervento rapido
sulle sintomatologie postraumatiche.
“Gran
parte di ciò che consideriamo disturbo mentale, è il risultato del
modo in cui le informazioni sono immagazzinate nel cervello”;
secondo Francine Shapiro, “la guarigione inizia quando
sblocchiamo queste informazioni, e permettiamo loro di emergere”. La
psicologa californiana è convinta che questo processo agisca come
un’attivazione della capacità d’autoguarigione psicologica, innata
nelle persone, così come il corpo possiede la capacità di guarirsi
quando è ferito.
“ Sembra
che in ognuno di noi vi sia un sistema d’elaborazione delle
informazioni, progettato per elaborare gli eventi disturbanti in
modo da poter mantenere uno stato di salute mentale. Quando accade
qualcosa di spiacevole, continuiamo a pensarvi, a parlarne e a
sognarne, finchè non cessa di disturbarci. Si può dire che si giunge
ad una risoluzione adattiva.
Si
apprende ciò che vi è di utile riguardo all’esperienza,
immagazzinandolo nel cervello assieme all’emozione appropriata, in
modo da poter servire da guida in futuro. Si scarta, infine, ciò che
è inutile, come le emozioni negative, le sensazioni fisiche e le
convenzioni riguardo a se stesso che l’evento ha provocato.
Quando ci
capita qualcosa di traumatico, tuttavia, questo sistema innato può
incepparsi. Le percezioni
dell’evento(ciò che si è visto, udito, provato) possono
rimanere nella nostra mente, nella stessa forma di quando ne
abbiamo fatto esperienza (percezioni non elaborate), affiorando
sotto forma di incubi, flashback e in pensieri intrusivi tipici del
disturbo da stress post-traumatico” (ibidem).
Un’
intuizione, dettata da un’esperienza vissuta in prima persona, fu il
germoglio del metodo EMDR. L’autrice notò che durante uno di quei
pensieri negativi martellanti, (che non si arrestano se non
forzatamente), i suoi occhi cominciarono a muoversi spontaneamente,
compiendo rapidi spostamenti ripetitivi in diagonale ( dal basso a
sinistra, all’alto a destra); allo stesso tempo notò che il pensiero
era svanito dalla sua consapevolezza e, quando riportò
l’attenzione, gran parte del suo carattere molesto era scomparso.
Cominciò, quindi, a testare su se stessa e su altre persone, lo
strano fenomeno, scoprendo che i movimenti oculari provocai
deliberatamente, riuscivano in qualche modo ad allentare la carica
emotiva di molti pensieri che procuravano ansia. Iniziò a
considerare questa tecnica come una forma di desensibilizzazione, un
procedimento per ridurre l’ansia del paziente riguardo a qualcosa di
determinato.
Notò,
tuttavia, che sebbene i movimenti oculari causassero una
desensibilizzazione reale, la
maggior parte dei soggetti non si liberava completamente dall’ansia.
In
seguito, il metodo si completò includendo elementi tratti dalle
maggiori scuole psicoterapiche.
Stefania FRESU - Tesi di Naturopatia 2008
Per saperne di
più: E M D R Desensibilizzazione E Rielaborazione attraverso
movimenti oculari, Francine Shapiro, Mazo 2000, Ed. italiana a cura
di Isabel Fernandez.

|
|