Archivio di gennaio 2012
Naturalismo in naturopatia
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Nel naturalismo, prevale l’osservazione che, successivamente, conduce alla sperimentazione. Ogni agire è un esperimento; nel quale il curatore è consapevole di trovarsi di fronte ad un soggetto unico nel suo genere.
Si potrebbe dire che nel naturalismo si rintraccia una “scienza dell’osservazione“, attenta, meticolosa, ponendo la natura stessa, anche quella umana, alla base di ogni agire terapeutico.
Una “scienza naturale” che solo nel sentiero della natura (naturopatia) può espletarsi il maniera completa e assoluta. Il naturalismo rigetta la falsità, essendo la natura priva di tale difetto.
La scienza tende ad intessere formule che se pur teoricamente valide, non sono applicabili nel contesto della vita; le stesse sperimentazioni sono false, essendo fatte in laboratori chimici e non in vivo nella natura.
Nel naturalismo ciò che conta è la ricerca della verità, senza finzioni e romanzesche ipotesi scientifiche.
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Valerio SANFO
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Che cosè l’Omeopatia
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di Tiziana Giacometti
L’omeopatia è un sistema terapeutico i cui principi sono stati formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann alla fine del diciottesimo secolo, seguendo il “principio di similitudine del farmaco” enunciato dallo stesso Hahnemann e per il quale il rimedio appropriato per una determinata affezione è dato da quella sostanza che, in una persona sana, indurrebbe sintomi simili.

"Similia similibus curantur" Il simile si cura con il simile, il principio base dell'Omeopatia ed il motto di Samuel Hahneman, suo fondatore.
Omeopatia: a curare non è la sostanza ma l’energia
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Commento di Valerio Sanfo, pubblicato su “Il Canavese” del 4 Gennaio 2012,
alla notizia di denuncia di un 50enne di Ciriè (To), che visitava pazienti e prescriveva farmaci omeopatici senza possedere la laurea in Medicina.
di Tiziana Giacometti
L’omeopata deve avere, nei confronti del paziente, un approccio personalizzato e olistico, ossia che considera un fenomeno nella sua complessità vedendolo nell’insieme e non nelle singole parti. Per far ciò diventa indispensabile sviluppare delle ottime capacità di osservazione, comunicazione e comprensione.
Nella determinazione della diagnosi è richiesta molta attenzione ai sintomi del paziente, per questo l’omeopata ha bisogno di molti elementi per individuare la tipologia del malato e per rilevare quegli aspetti che possono influenzare la predisposizione ad ammalarsi o a guarire.

Valerio Sanfo Presidente A.E.ME.TRA.Ma non basta: serve essere laureati in medicina. “E questa, dal mio punto di vista è un’assurdità – sottolinea il dottor Valerio Sanfo, Presidente dell’A.E.ME.TRA., Associazione Europea di Medicine Tradizionali che opera a Torino in via Pinelli 95/d
Soprattutto per quanto riguarda l’omeopatia, perché i rimedi somministrati, con una diluizione che supera il Numero di Avogrado, sono pressochè “acqua”. E proprio per questo funzionano, perché a curare non sono le sostanze utilizzate, ma la loro energia, l’idea.
Un discorso complesso, che non è semplice da comprendere, soprattutto per chi è abituato a pensare: “Ho mal di testa: prendo una pastiglia per farlo passare” – continua il dottor Sanfo, sociologo, pedagogista ed erborista, tra i primi in Italia, dal 1975, ad occuparsi di metodiche terapeutiche complementari, tanto da essere considerato tra gli antesignani nazionali – Come se esistesse una “bacchetta magica” per ogni fastidio, senza rendersi conto che ogni sintomo, è un messaggio prezioso che il nostro corpo ci invia, per ricordarci che stiamo facendo qualche cosa di sbagliato, contro Natura.
Qualcosa non da “reprimere” utilizzando i farmaci, che siano chimici, omeopatici o fitoterapici, ma da riequilibrare, andando a correggere le cause iniziali che lo hanno generato.
In Italia non esistono corsi universitari che preparino alla professione di omeopata; esistono invece corsi organizzati dascuole private, che variano molto nella durata e nell’efficacia formativa. Tuttavia l’omeopatia è un “atto medico” e come tale deve essere praticata solo da chi ha conseguito una laurea in Medicina e chirurgia.
“Questa è la Legge – conclude Valerio Sanfo, che è anche Presidente della FENNAP, Federazione Nazionale Naturopati Professionali e del CO.N.DI.B. Coordinamento Nazionale per le Discipline Bio-naturali – Tuttavia, però, continuano ad esserci scuole che formano in Omeopatia persone che non hanno la laurea in medicina e che quindi, non possono operare professionalmente”.
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