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Che cosè l’Omeopatia

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di Tiziana Giacometti

L’omeopatia è un sistema terapeutico i cui principi sono stati formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann alla fine del diciottesimo secolo, seguendo il “principio di similitudine del farmaco” enunciato dallo stesso Hahnemann e per il quale il rimedio appropriato per una determinata affezione è dato da quella sostanza che, in una persona sana, indurrebbe sintomi simili.

"Similia similibus curantur" Il simile si cura con il simile, il principio base dell'Omeopatia ed il motto di Samuel Hahneman, suo fondatore.


La sostanza, detta anche principio omeopatico, una volta individuata, viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita. I rimedi omeopatici sono reperibili in farmacia. Vengono preparati in diverse forme farmaceutiche, liquide o solide: si tratta soprattutto di granuli o globuli, che vanno sciolti direttamente sotto la lingua, oppure di gocce.

L’omeopata è un medico che utilizza la medicina omeopatica per la cura di una serie di patologie e di malesseri attraverso la cura dell’individuo. Il medico omeopata, dopo aver formulato una diagnosi, prescrive il rimedio più simile (e quindi più efficace) ai modi con i quali il malato esprime la sua malattia.

L’omeopatia si è rivelata particolarmente efficace per le malattie in età pediatrica, nei disturbi tipici della gravidanza e della menopausa, per asma, allergie, emicranie e cefalee. L’omeopatia è diffusa in molti Paesi, compresa l’Italia: la più recente indagine dell’Istat in merito ha mostrato che in dieci anni la quota della popolazione che ha fatto uso di rimedi omeopatici è passata dal 2,5 all’8,2 per cento.

Oggi, nella nostra penisola, oltre 9 milioni di pazienti ricorrono all’omeopatia e circa 3 mila sono i medici che la praticano.

L’omeopata deve avere, nei confronti del paziente, un approccio personalizzato e olistico, ossia che considera un fenomeno nella sua complessità vedendolo nell’insieme e non nelle singole parti.

Per far ciò diventa indispensabile sviluppare delle ottime capacità di osservazione, comunicazione e comprensione. Nella determinazione della diagnosi è richiesta molta attenzione ai sintomi del paziente, per questo l’omeopata ha bisogno di molti elementi per individuare la tipologia del malato e per rilevare quegli aspetti che possono influenzare la predisposizione ad ammalarsi o a guarire.

Il Dott. Valerio Sanfo, Presidente dell'Università Popolare A.E.ME.TRA.


Ma non basta: serve essere laureati in medicina. “E questa, dal mio punto di vista è un’assurdità – sottolinea il dottor Valerio Sanfo, Presidente dell’A.E.ME.TRA., Associazione Europea di Medicine Tradizionali che opera a Torino in via Pinelli 95/d

Soprattutto per quanto riguarda l’omeopatia, perché i rimedi somministrati, con una diluizione che supera il Numero di Avogrado, sono pressochè “acqua”. E proprio per questo funzionano, perché a curare non sono le “sostanze” utilizzate, ma la loro energia, l’idea.

Un discorso complesso, che non è semplice da comprendere, soprattutto per chi è abituato a pensare: “Ho mal di testa: prendo una pastiglia per farlo passare” – continua il dottor Sanfo, sociologo, pedagogista ed erborista, tra i primi in Italia, dal 1975, ad occuparsi di metodiche terapeutiche complementari, tanto da essere considerato tra gli antesignani nazionali – Come se esistesse una “bacchetta magica” per ogni fastidio, senza rendersi conto che ogni sintomo, è un messaggio prezioso che il nostro corpo ci invia, per ricordarci che stiamo facendo qualche cosa di sbagliato, contro Natura.

Qualcosa non da “reprimere” utilizzando i farmaci, che siano chimici, omeopatici o fitoterapici, ma da riequilibrare, andando a correggere le cause iniziali che lo hanno generato.

Una delle forma più comuni di somministrazione dei rimedi omeopatici è quella dei "granuli", piccole sfere di lattosio o saccarosio, contenenti il rimedio vero e proprio.


In Italia non esistono corsi universitari che preparino alla professione di omeopata; esistono invece corsi organizzati da scuole private, che variano molto nella durata e nell’efficacia formativa.  Tuttavia l’omeopatia è un “atto medico” e come tale deve essere praticata solo da chi ha conseguito una laurea in Medicina e chirurgia.

“Questa è la Legge – conclude Valerio Sanfo, che è anche Presidente della FENNAP, Federazione Nazionale Naturopati Professionali e del CO.N.DI.B. Coordinamento Nazionale per le Discipline Bio-naturali – Tuttavia, però, continuano ad esserci scuole che formano in Omeopatia persone che non hanno la laurea in medicina e che quindi, non possono operare professionalmente”.

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