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Clonazione animale. Un flop significativo.

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Dopo 13 anni spesi a cercare di ridurre le disabilità negli animali clonati, una nota azienda neo-zelandese ha messo fine al proprio progetto di clonazione animale, a causa dell’elevatissima percentuale di mortalità.

La AgResearch, con sede in Nuova Zelanda, ha speso più di dieci anni di ricerche e investimenti per perfezionare gli animali clonati da utilizzare nelle sperimentazioni cliniche e nelle ricerche farmacologiche.

Alcuni esempi degli obbiettivi che si prefissava la clonazione?
Bovini che producessero un “super latte“, pecore resistenti all’eczema, pecore gravide che spontaneamente mangiassero cibo in quantità maggiore al normale, proteine speciali da utilizzare in farmaci per l’uomo, e così via.

A febbraio 2011 un comunicato stampa comparso sul sito ufficiale dell’azienda, riportava testualmente:

Solo il 10 % degli animali clonati sono sopravvissuti ai test clinici” e a causa ” delle inutili sofferenze” a cui gli animali sono andati incontro, il progetto di clonazione è stato sospeso.

La maggioranza degli animali è deceduta a causa di aborti spontanei e idrope fetale, che hanno portato alla soppressione della madre e del feto.

Sedici vitelli sono morti nella seconda metà delle gestazione o nel primo periodo di vita.

Altri 10 feti di vitello sono stati soppressi insieme a 14 adulti.

Il resoconto riporta inoltre che gli animali clonati, tra cui cani, pecore e capre, soffrivano di artrite cronica, infezioni polmonari, malattie del sangue, debolezza cronica.

Purtroppo la buona notizia dell’interruzione delle clonazioni è stata subito seguita dalla manifesta intenzione di intensificare gli sforzi in un altro progetto di ricerca, basato sulla tecnologia transgenica.

Tramite l’utilizzo di cellule staminali, si cerca di bypassare i problemi dovuti alla clonazione.

La prima generazione di animali transgenici sembra tuttavai avere lo stesso tasso di mortalità degli animali clonati. Nell’anno passato 2 piccoli di capra e altri 4 animali hanno dovuto essere soppressi per questo motivo.

Ma gli scienziati dell’AgResearch confermano di voler continuare, assicurando che, dalla seconda generazione in avanti, gli animali transgenici non trasmetteranno ai discendenti i medesimi problemi di salute.

Abbiamo solo una speranza, e cioè che , indipendentemente dal successo o dal fallimento di tali iniziative, gli animali non debbano più doffrire in modo così inutile.

Fonte:
http://www.care2.com/causes/animal-welfare/blog/high-animal-death-rates-end-cloning-project/

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