Lo stato di salute delle discipline naturali in Italia – intervista al dott. Valerio Sanfo
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Intervista integrale pubblicata il 17/11/2010 su: www.cure-naturali.it
- In breve, Dott. Sanfo, di cosa si occupa il CO.N.DI.B.?
Sono sempre più numerose le associazioni, le scuole e gli operatori che scelgono di puntare sul futuro delle medicine complementari e, in generale, sulle pratiche del benessere psicofisico. Il rischio è quello di trovarsi in un marasma di enti e pseudo-operatori nei quali l’improvvisazione e il qualunquismo saranno l’esoso prezzo da pagare. Per costruire un’identità forte, presentarsi coesi e rassicurare gli utenti della serietà degli enti formatori e della professionalità degli operatori, è stato fondato il CO.N.DI.B., Coordinamento Nazionale delle discipline Bio-naturali, associazione senza fini di lucro.
- “Il mondo cambia”: è il titolo di un suo contributo molto importante reperibile nel sito della CONDIB. In questo documento lei colloca i primi passi in direzione della teorizzazione delle competenze sulle professioni delle discipline bio-naturali intorno alla fine degli anni ’90. Quanti e quali cambiamenti da quel periodo a ora?
Dalla nascita del CO.N.DI..B. (2005) a oggi si è prodotto nel campo del benessere un fermento notevole. Notevole è stato l’incremento degli utenti che si sono rivolti alle medicine non convenzionali e complementari. In questi 5 anni si è verificato un avvicinamento dei medici alla collaborazione con gli operatori non medici, formati nelle discipline bio-naturali del benessere. Le forze politiche all’unanimità si stanno impegnando alla regolamentazione di queste nuove professioni.
- “Complementari” suggerisce un’idea suppletiva. “Alternative” ha una valenza residuale. Come crede dovremmo chiamare le discipline che ripensano l’uomo in senso olistico e sfruttano risorse naturalmente disponibili?
In questo avvicinamento tra operatori sanitari e non sanitari, il termine più appropriato risulta quello delle “discipline olistiche” che prevedono nel prossimo futuro l’interazione tra biomedicina, medicine non convenzionali e discipline bio-naturali.
- Crede che la “fuga dei cervelli” investa anche le discipline bio naturali? O un giovane che volesse formarsi seriamente in questo settore può farlo anche senza lasciare l’amata penisola?
No, non vi è al momento alcun presupposto che indichi la “fuga di cervelli” anche in tali discipline. Sembrerò polemico, ma di buoni cervelli se ne contano pochi, mentre di improvvisatori del sapere moltissimi.
- Mente e corpo non sono scisse. Trova che questa verità sia ancora precaria qui in Italia?
Sì, molto uniti “mente e corpo”, ponendo al primo posto la mente. In Italia la biomedicina (medicina convenzionale) si sta avvicinando sempre più al modello “mente-corpo” e la considerazione del modello “PNEI” (psiconeuroendocrinoimmunologia) ha prodotto una svolta a favore dell’interazione mente/corpo.
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