Troppe poppate NON fanno male
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Riceviamo dalla Dott.ssa Luisa Mondo, medico chirurgo, Servizio Regionale di Epidemiologia ASL TO 3 Regione Piemonte, membro del Comitato scientifico dell’Università Popolare A.E.ME.TRA., a nome del gruppo IBFAN Italia, www.ibfanitalia.org, il seguente comunicato.
Venerdì 14 gennaio 2001 il British Medical Journal ha pubblicato un articolo che mette in dubbio la raccomandazione dell’OMS di allattare esclusivamente al seno per 6 mesi (l’articolo può essere scaricato gratuitamente a questo indirizzo http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5955.full).
Siamo più ammalati adesso di 10 anni fa
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L’incremento delle aspettative di vita, non è accompagnato da un maggior numero di anni trascorsi in salute.

Un ventenne di oggi ha mediamente di fronte a sè un anno in meno di vita in salute rispetto ad un suo coetaneo di dieci anni prima.
Lo rivela una nuova ricerca statunitense pubblicata a Dicembre 2010 nel Journal of Gerontology.
Il placebo funziona anche senza “inganno”
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Il placebo è comunemente considerato un effetto fisiologico del pensare positivo; funziona perchè assumendolo siamo indotti a credere che stiamo assumendo un farmaco. Un nuovo studio corregge, e in maniera sorprendente, questo approccio e in modo inatteso.
Ricercatori dell’Harvard Medical School’s Osher Research Center e Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC), hanno scoperto che il placebo funziona anche senza l’apparente necessario inganno che ne ha sempre presupposto l’utilizzo.
Lo studio, finanziato dal National Center for Complementary and Alternative Medicine and Osher Research Center, Harvard Medical School, è stato pubblicato il 22 Dicembre 2010 sul periodico Plos ONE.
Eczema nei neonati: colpa delle creme ?
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Oggi, i neonati e i bambini, sono esposti a detergenti e saponi contenenti molte più sostanza sintetiche rispetto a 60 anni fa.
Negli anni ’40 l’eczema interessava il 4% dei nascituri, oggi la percentuale di bambini che soffre di questo di disturbo è pari al 25%.
Un aumento vertiginoso legato all’utilizzo di prodotti da bagno e creme sin dalla tenera età, secondo quanto dichiarato da Richard Cork direttore dell’accademia di dermatologia presso la Sheffield University.
L’eczema è un disturbo della pelle che preoccupa molto i genitori, specialmente per il fatto che interessa un neonato su quattro. La pelle appare secca e screpolata, con la tendenza a all’infiammazione, allo stesso tempo l’eczema costituisce un importante fattore di rischio per l’insorgenza di altri disturbi come la psoriasi e l’asma.
Ricerche mediche effettuate negli ultimi anni, secondo Richard Cork, sembrano indicare che gli oli e le lozioni usate sulla pelle dei bambini durante le prime settimane di vita, potrebbero essere responsabili dell’insorgenza di questo disturbo. Nelle pagine del quotidiano inglese The Daily Mail, l’esperto spiega, infatti, come nelle prime 6 settimane di vita i bambini che hanno una predisposizione ereditaria all’eczema, legata a un difetto genetico, potrebbero avere il sistema immunitario più sensibile agli stimoli provenienti dall’esterno.
“Questi bambini sono nati con un difetto della barriera protettiva della pelle, ciò significa che la loro pelle può essere sensibilizzata – ovvero resa incline a una reazione allergica – molto più facilmente se si usa un trattamento ‘sbagliato’”, spiega Richard Cork. I saponi detergenti utilizzati oggi, per quanto delicati, potrebbero innescare la reazione allergica e quindi la dermatite.
Allo stesso tempo, le creme prescritte dai medici per curare l’eczema dei bambini potrebbero solo peggiorare la loro condizione, spiega il professore. Ciò non significa dover rinunciare a una cura del medico, ma prestare la massima attenzione a qualsiasi unguento usato per la cura per i piccoli.
Fonte:
How ‘gentle’ skin creams could give your baby eczema. The Daily Mail; 28 settembre 2010.
Poche proteine per muscoli più forti
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L’idea comune è che una dieta iperproteica sia indispensabile per gli sportivi e per chi pratica agonismo. E che in ogni caso, un apporto di proteine animali sia indispensabile per per non sentirsi deboli.
Tuttavia, uno studio italiano finanziato da Telethon e pubblicato su ‘Nature Medicine‘, condotto da ricercatori dell’Università di Padova, ha dimostrato esattamente il contrario.
Una dieta povera di proteine, favorirebbe l’autofagia, cioè il processo di pulizia cellulare che all’interno dell’organismo permette che vengano rimosse le scorie e le cellule malate.
Questo processo naturale, viene infatti inibito se l’alimentazione risulta troppo ricca, in particolare sotto l’aspetto proteico, mentre un suo regolare svolgimento è di aiuto sia per mantenere i muscoli forti e giovani, sia nel combattere la degenerazione delle fibre muscolari tipica della distrofia e di altre sindromi quali la miopatia.
Sarà per questo che gli animali più forti e resistenti allo sforzo (elefante, rinoceronte, ippopotamo), sono vegetariani ?
Ovviamente, una carenza eccessiva di proteine e aminoacidi, porta le cellule ad “autodigerirsi”, quindi, come sempre, ciò che conta è l’equilibrio, ed un apporto di cibi variato e moderato.
Fonte Adnkronos
L’acqua come coadiuvante nelle diete dimagranti
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Una molecola che controlli l’appetito, stimoli il metabolismo, non richieda prescrizione medica, non abbia effetti collaterali e abbia un costo quasi nullo ?
Nella miriade di integratori e complementi che ciclicamente vengono proposti nelle diete dimagranti, nessuno è più semplice e innocuo dell’ossido di Idrogeno, la comunissima acqua.
Già nella Medicina ayurvedica veniva consigliato di assumere un paio di bicchieri di acqua tiepida appena svegliati, e tale pratica si ritrovava sovente nella cultura contadina e popolare del nostro paese. Leggi il resto di questo articolo »
L’Elisir di lunga vita è mangiare meno
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Sulla longevità e la salute si è detto veramente di tutto, e probabilmente non è cosa nuova il fatto di mettere in relazione la ipernutrizione con la patogenesi.
Nel lontano 1935 i primi studi sui ratti evidenziarono un allungamento della vita media a seguito di una dieta ipocalorica.
Successivi e più recenti esperimenti, condotti anche su colture di lieviti e vermi, hanno confermato la relazione esistente tra dieta “ridotta” e allungamento della vita. Ovviamente il tutto è stato ricondotto all’azione di alcuni geni presenti in questo organismi.
Se nei ratti l‘allungamento della vita è quantificabile in percentuale tra 20% e 80%, nessuna prova fiora esisteva di un simile effetto in mammiferi più simili all’uomo, quali i primati.
Nel 1989, tre differenti gruppi di ricerca costituiti negli Stati Uniti, hanno iniziato una sperimentazione su gruppi di macachi, una specie di scimmie aventi il 94% del patrimonio genetico in comune con l’uomo.
Lo stato di salute delle discipline naturali in Italia – intervista al dott. Valerio Sanfo
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Intervista integrale pubblicata il 17/11/2010 su: www.cure-naturali.it
- In breve, Dott. Sanfo, di cosa si occupa il CO.N.DI.B.?
Sono sempre più numerose le associazioni, le scuole e gli operatori che scelgono di puntare sul futuro delle medicine complementari e, in generale, sulle pratiche del benessere psicofisico. Il rischio è quello di trovarsi in un marasma di enti e pseudo-operatori nei quali l’improvvisazione e il qualunquismo saranno l’esoso prezzo da pagare. Per costruire un’identità forte, presentarsi coesi e rassicurare gli utenti della serietà degli enti formatori e della professionalità degli operatori, è stato fondato il CO.N.DI.B., Coordinamento Nazionale delle discipline Bio-naturali, associazione senza fini di lucro.
Il sole toccasana anche per prevenire l’ictus
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Che una moderata esposizione al sole fosse salutare è cosa risaputa.
Un gruppo di ricercatori dell’Intermountain Medical Center di Salt Lake City (U.S.A.), ha condotto uno studio per dimostrar la diretta relazione tra bassi livelli di Vitamina D e rischio di ictus, infarto e malattie coronariche.
I pazienti esaminati sono stati ben 27686 ed erano tutti di età superiore ai 50 anni. Dagli esami del sangue è stata rilevato il livello di Vitamina D di ciascuno, ed in base a questo fattore i partecipanti sono stati divisi in 3 gruppi. Leggi il resto di questo articolo »
I benefici della ionizzazione
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Di Valerio Sanfo
Presidente Università Popolare A.E.ME.TRA.

Una strana secchezza agli occhi che offusca la vista, una sensazione di soffocamento per l’aria viziata che allenta la concentrazione, un lieve mal di testa che rende nervosi. Sono alcuni disagi che si possono accusare dopo un paio d’ore passate in locali affollati o chiusi, come l’ufficio, magari davanti al monitor del computer, una biblioteca per studiare, l’abitacolo dell’auto se si viaggia molto per lavoro. Sintomi che ci spingono in maniera impellente a cercare un po’ di sollievo, ad aprire immediatamente le finestre o ad uscire per prendere una boccata d’aria. E subito ci si sente meglio.
Troppi antibiotici aumentano il rischio di infezioni
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L’uso massiccio di antibiotici, soprattutto in ambito ospedaliero, sta provocando un aumento vertiginoso di infezioni intestinali difficilmente debellabili. L’agente infettivo è un batterio, il “Clostridium difficile“, normalmente presente nel nostro intestino.
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L’effetto nocebo esiste
Oltre all’effetto placebo esiste anche il suo omologo, l’effetto nocebo.
L’effetto nocebo scatta quando si sente anche solo parlare di dolore, e l’effetto può perdurare anche per alcuni giorni.
Un team dell’Università di Amburgo, ha testato l’effetto nocebo su 38 volontari divisi in due gruppi.
Ai soggetti del primo gruppo è stato detto che avrebbero ricevuto un getto di aria molto calda sul braccio e che il calore sarebbe stato sempre più intenso nel periodo di test.
Ai componenti del secondo gruppo è stato semplicemente eseguito il test senza nessuna spiegazione preliminare.
Pur trattandosi di un leggero soffio di aria calda, assolutamente innocuo, i soggetti del primo gruppo, appositamente istruiti circa la natura della stimolazione a cui sarebbero stati sottoposti, hanno lamentato un grado di sofferenza assolutamente più elevato e prolungato rispetto ai soggetti del secondo gruppo.
A giorni di distanza i soggetti del primo gruppo hanno addirittura riportato una sensibilizzazione persistente della zona del braccio sottoposta al getto di aria calda.
Fonte: http://www.corriereuniv.it/
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Il terapeuta naturopata
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Riflessioni sulla Naturopatia
di Valerio Sanfo
Cerca di capire le situazioni altrui,
affinché tu possa comprendere la tua.




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